Clementine.

Conosciute comunemente anche come mandarancio, le clementine sono uno dei frutti più venduti in Italia. 

Leggenda narra che sia stato un certo Clément (padre Clément Rodier, secondo alcune testimonianze, o il sacerdote Pierre Clément, secondo altre) a scoprire l’incrocio che ha dato vita a questo frutto ibrido, dalla forma simile al mandarino e dal gusto simile all’arancia, ma ben riconoscibile sia dall’uno che dall’altra.

Le clementine presentano le proprietà tipiche di tutti gli agrumi, sono molto ricche di vitamina C e di oli essenziali e si prestano a diverse preparazioni.

Tra i prodotti tipici italiani individuati dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali è annoverata anche la marmellata di clementine. Il frutto, in Italia, ha raggiunto il posto che merita: la clementina calabrese e quella pugliese del Golfo di Taranto hanno infatti ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). E un ulteriore riconoscimento in fatto di marmellate.

Certamente il consumatore attento diffiderà dalle imitazioni. Le clementine biologiche hanno un periodo di raccolta relativamente breve, che va da novembre a gennaio e per la preparazione della marmellata, che prevede l’utilizzo di una parte della buccia, è opportuno che il frutto non sia trattato.

Oltre agli usi classici, la marmellata di clementine è ideale per accompagnare formaggi dal gusto forte o piccanti e secondi di carne. Assolutamente da provare con l’aggiunta di curry.